La storia
Il Teatro Alaleona di Montegiorgio è uno dei settanta teatri storici delle Marche e tra i sedici del Piceno. La tradizione teatrale locale affonda le radici nel Settecento, quando già esistevano piccoli teatrini privati.
Nel 1770 venne inaugurato il primo teatro comunale, interamente in legno, ma le sue ridotte dimensioni portarono alla costruzione di un nuovo edificio, progettato dall’architetto Giuseppe Sabbatini nel 1869. I lavori terminarono nel 1889 e due anni dopo, con l’opera Maria di Rohan di Donizetti, fu inaugurato come Teatro dell’Aquila.
Dopo alcuni interventi di restauro e l’introduzione dell’impianto elettrico, nel 1903 il teatro riaprì con La Favorita. Nel 1914 fu rinominato Teatro Verdi, e nel corso del tempo ha subito numerosi adeguamenti, mantenendo però intatta la sua eleganza neoclassica.
L’8 settembre 1945 fu intitolato al compositore montegiorgese Domenico Alaleona, in occasione di un celebre concerto di Beniamino Gigli. Oggi il teatro conta 50 palchi, 138 poltrone e una capienza complessiva di 300 posti. Nell’atrio è presente una lapide commemorativa dedicata ad Alaleona, e ogni anno il Comune promuove una stagione di concerti in suo onore.
Montegiorgio è la terra natale di Domenico Alaleona (1881-1928), illustre compositore e musicologo che portò il nome della cittadina marchigiana nel panorama culturale nazionale. Fu proprio a Montegiorgio che Alaleona ricevette i primi insegnamenti musicali, sviluppando quel talento che lo avrebbe poi condotto a Roma, dove si diplomò al Liceo Musicale di Santa Cecilia e si laureò in Lettere e Filosofia. Pur avendo vissuto e lavorato in importanti centri culturali italiani, rimase sempre legato al suo paese d’origine, dove fece ritorno negli ultimi anni della sua vita. La sua figura rappresenta per Montegiorgio un simbolo di eccellenza artistica e intellettuale: un cittadino che, con la sua ricerca innovativa e la teoria dell’“ennefonia”, contribuì al rinnovamento della musica europea. Morì a Montegiorgio nel 1928, lasciando alla comunità locale un’eredità culturale di grande valore.