Stagione operistica

RIGOLETTO
Data sabato 16 febbraio 2019
Orario 21:15
Luogo TEATRO ALALEONA

di G.Verdi

Opera lirica in forma semiscenica

Adattamento e Regia: Paolo Santarelli

ATTO I

Il Duca corteggia la contessa di Ceprano, ma è attratto anche da una fanciulla che vede ogni domenica in chiesa; tuttavia egli stesso dichiara alla sua Corte che le donne avvenenti sono, per lui, tutte da conquistare.
Rigoletto, buffone di corte gobbo e maligno, irride il conte di Ceprano, e i cortigiani decidono di punire la sua insolenza. Sopraggiunge il vecchio Conte di Monterone, al quale il duca ha sedotto la figlia, a chiedere ragione dell'onta subita; Rigoletto lo deride sarcasticamente ed il Duca lo fa arrestare: sui due piomba allora la maledizione del vecchio nobile.
La scena successiva si apre sulla casa, molto appartata, di Rigoletto.
È notte e Rigoletto è avvicinato dal borgognone Sparafucile, che mette la propria spada di sicario a disposizione del gobbo in caso di necessità. Rigoletto ricusa ma, rimasto solo, paragona la propria lingua beffarda alla tagliente arma di Sparafucile, ma la maledizione di Monterone l'ha turbato. Nella sua casa vive, nascosta, la figlia Gilda vigilata dalla domestica Giovanna; il loro incontro è tenerissimo, e quando la giovane chiede notizie della madre, Rigoletto la descrive simile ad un angelo prematuramente scomparso. Rigoletto raccomanda alle due donne di non fidarsi degli sconosciuti e di tener sempre chiusa la porta ma appena s'allontana, Giovanna consente ad un giovane, di entrare in casa e di presentarsi a Gilda come Gualtier Maldé, lo studente povero che la segue in chiesa ogni domenica e di cui la fanciulla si è perdutamente innamorata.
Rimasta sola, Gilda manifesta il proprio amore per Gualtier Maldè.
Frattanto il gruppetto di cortigiani, che si propone di rapirla credendola l'amante di Rigoletto, è sorpreso dall'arrivo del gobbo; nel buio, Borsa fa credere a Rigoletto di voler rapire la moglie del conte di Ceprano, il cui palazzo si trova nelle vicinanze e lo benda poiché anche gli altri, gli viene assicurato, sono mascherati.
I cortigiani rapiscono così Gilda con la complicità inconsapevole del padre. Rigoletto, rimasto solo, si avvede della crudele beffa: la maledizione di Monterone sta per avverarsi.

 

ATTO II

Salotto nel Palazzo Ducale.
Il Duca, turbato perché tornato di notte nella casa di Rigoletto non ha più trovato Gilda, medita vendetta ma pensa soprattutto al dolore della fanciulla. Giungono i cortigiani, e gli raccontano d'aver rapito l'amante di Rigoletto.
Appreso che Gilda è stata condotta nel suo palazzo, il duca corre esultante a raggiungerla.
Sopraggiunge Rigoletto: simulando dapprima indifferenza, inveisce poi contro gli astanti invocando infine la loro pietà, ma quando Gilda irrompe in scena, li allontana per permetterle di narrare la vicenda, di come abbia conosciuto il duca e come da lui sia stata ingannata ed ora oltraggiata.
Rigoletto cerca di confortarla ma, alla vista di Monterone che è condotto al patibolo, decide di vendicare l'onore del vecchio conte e di se stesso, mentre Gilda invoca il perdono per l'uomo che l'ha sedotta.

 

ATTO III

Rigoletto ha assoldato il borgognone per uccidere il Duca.
In riva al Mincio, nottetempo, nella locanda di Sparafucile, ove Maddalena, sorella del sicario, ha attirato il duca, del quale si incapriccia, giungono anche Rigoletto e Gilda, in abiti maschili, che verrà fatta partire per Verona; prima dovrà però constatare quali siano i veri sentimenti del Duca libertino, che travestito da ufficiale di cavalleria, canta un'aria sulla volubilità delle donne.
Mentre Maddalena si beffa delle proposte del suo corteggiatore, Gilda ricorda con amarezza le lusinghe che il duca le aveva rivolto; Rigoletto la esorta a partire e dimenticare.
Rigoletto anticipa a Sparafucile dieci scudi, promettendone altrettanti quando gli sarà consegnato, chiuso in un sacco, il cadavere del corteggiatore di Maddalena.
Maddalena, invaghita, chiede al fratello di non uccidere il bel giovane (il Duca) e lo convince a risparmiare l'ufficiale sostituendo il suo cadavere con quello del primo viandante che chiederà ospitalità per la notte.
Gilda, spinta dall'amore per il Duca, torna alla locanda e dopo aver ascoltato quanto Sparafucile e Maddalena hanno convenuto, decide di sacrificarsi per salvargli la vita, fingendosi un mendicante di passaggio.
Viene infatti pugnalata durante la notte tempestosa e quando Rigoletto aprirà, fuori dell'osteria, il sacco consegnatogli da Sparafucile, troverà il corpo dell'agonizzante figlia mentre in lontananza si udrà la beffarda melodia di “La donna è mobile”.
Gilda spira, dopo aver chiesto al disperato padre il perdono per sé e per il suo seduttore.

 

Personaggi e interpreti

 

Rigoletto (Baritono)                                                                  Franco Alessandrini

Gilda (Soprano)                                                                      Patrizia Perozzi

Duca di Mantova (Tenore)                                                       Tommaso Mangifesta

Contessa di Ceprano/Giovanna/Maddalena (Mezzosprano)               Tatiana Rachkova

Conte di Monterone (Basso)                                                   Alessandro Battiato

Sparafucile (Basso)                                                              Alessio de Vecchis

 

Pianoforte : Emma Principi

Narrazione, Regia e Costumi : Paolo Santarelli

Assessorato alla Cultura

Assessore

Michela Vita


Responsabile del Servizio
Adele Ciccangeli



 

Biglietti ed Abbonamenti

Il programma potrebbe subire variazioni al momento non prevedibili e non imputabili all'organizzazione.
Ringraziamo gli sponsors, la cittadinanza, la protezione civile di montegiorgio, il personale di sala e tutte le persone che rendono possibile la realizzazione dell'iniziativa.

Informazioni

Comune Montegiorgio

T. 0734 952067

www.comune.montegiorgio.fm.it

 

Teatro Alaleona

T. 0734 961441
www.teatroalaleona.it

 

 

 

Coscienze

 

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